21+Isole dell’Indonesia da non Perdere

L’Indonesia ha centinaia di isole disabitate, dove la natura è rimasta la stessa per migliaia di anni. Molte isole sono di origine vulcanica e hanno spiagge nere, mentre altre sono il perfetto sogno tropicale di palme e sabbia bianca.

I posti famosi a livello mondiale dove fare immersioni mozzafiato non si contano, così come le specie rare di animali, piante e organismi marini.

Alcune isole sono addirittura private e altre sono dedicate alla pace di lusso, quella dei resort cinque stelle immersi nella natura o sospesi su un’acqua dai colori incredibili. Le isole più turistiche e più facili da raggiungere sono bene organizzate per l’accoglienza e qui troverai internet, buona cucina, trasporti, e vivace vita notturna.

Altre isole ospitano ancora tribù di cacciatori di teste.

L’Indonesia è un paese di prevalente religione musulmana: fuori dalle zone turistiche occorre osservare delle regole e per visitare molti posti servono dei permessi.

Gili Air

Con le temperature tropicali dell’acqua tutto l’anno, spiagge deserte e visibilità fino a 30 metri, Gili Air è perfetta per le immersioni ed è un diving spot famoso a livello internazionale. Chi non ha esperienza di immersione può fare dei corsi di tre giorni organizzati in loco, che abilitano al brevetto PADI, con ottimi istruttori.

Se invece preferisci dedicarti al semplice snorkeling puoi affittare l’attrezzatura ovunque e ci sono dei tour organizzati che ti porteranno in giro per le isole, nei punti più belli. Potrai guardare la barriera corallina, pesci di ogni tipo e le tante tartarughe che ancora popolano l’area.

 

Komodo

Komodo fa parte dell’arcipelago Lesser Sunda e si trova tra le isole Sumbawa e Flores. In un parco protetto ospita i draghi di Komodo, le più grandi lucertole preistoriche della terra. Anche i cervi di Giava abitano l’isola, sebbene non siano nativi. L’altra fauna include bufali d’acqua, maiali a bande, zibetti, cacatua e macachi. Il drago di Komodo è a rischio estinzione. I duemila abitanti attuali sono un mix di culture provenienti da altre zone dell’Indonesia e nell’insieme l’isola ha un’atmosfera speciale. A Komodo troverai molte peculiarità, tra cui una delle sette spiagge rosa del mondo, come quella di Budelli, in Sardegna. La composizione della loro sabbia è simile.

 

Bali

Bali è la destinazione turistica più popolare dell’arcipelago indonesiano perché ha veramente tutto. Aeroporto internazionale, resort di lusso, Spa famose a livello mondiale. Una vita notturna molto vivace e una cucina deliziosa, ovunque si decida di andare a mangiare: un ristorante chic o un chiosco di strada. Se invece preferisci la natura e la pace, nell’entroterra ci sono imponenti vulcani e giungle incontaminate che si possono visitare con escursioni organizzate. Le spiagge offrono ogni tipo di location: la spiaggia per i surfisti, quella isolata, quella dove bersi un cocktail guardando il tramonto e quella da raggiungere per contemplare l’alba. Potrai fare diving in posti famosi e visitare templi hindu recentemente riscoperti e restaurati. Lo shopping qui è davvero piacevole: artigianato di ogni tipo, spesso originale e bellissimo.

 

Bunaken

L’isola di Bunaken, all’interno del parco marino Bunaken National Park, è considerata una delle migliori destinazioni per immersioni subacquee e snorkeling in Indonesia. La fantastica biodiversità è ben preservata e il fondale scende fino a 1600 metri. È meglio visitare l’isola durante la stagione secca, da maggio a settembre, quando l’acqua è maggiormente trasparente. Come tutte le isole un po’ fuori dai percorsi più noti, Bunanken non ha un aeroporto e si raggiunge in barca navigando un’ora da Manado. In cambio troverai una popolazione tranquilla e un’atmosfera semplice e rilassata, con spiagge magnifiche da cui osservare balene e delfini.

 

Gili Meno

Gili meno è una delle tre isole Gili, paradiso del diving e dello snorkeling. In particolare quest’isola ha un lago di acqua salata, facilmente raggiungibile dai moli con una barca o con una passeggiata di 10 minuti. Un tempo luogo di produzione di sale nella stagione secca, questo lago poco profondo è delimitato da una rigogliosa foresta di mangrovie che si estende fino alla costa occidentale dell’isola. Nelle vicinanze si trova un parco marino ricco di casuarine e di palme, con palafitte abbandonate che un tempo facevano parte di un progetto di ecoturismo. A circa 3 metri di profondità, poco distante dal villaggio, c’è una scultura subacquea che rappresenta un gruppo di persone abbracciate in cerchio.

 

Thousand Islands (Jakarta)

Le Thousand Islands (ufficialmente Kepulauan Seribu) sono un arcipelago di oltre 300 isole a nord della costa di Giacarta.

Di queste, solo 13 isole sono visitabili: 11 hanno dei resort e 2 sono parchi naturali. Le restanti isole sono private (23) oppure disabitate e di supporto ai villaggi di pescatori. Girare per questo gigantesco parco naturale è un’esperienza unica. In tutto questo spazio, tra aria e mare trovano rifugio centinaia di specie diverse tra cui tartarughe, 144 specie di pesci, due specie di vongole giganti, 6 specie di erba marina, vermi di vari colori, 17 specie di uccelli costieri e molte specie di rettili. Ogni tanto viene scoperta una nuova specie di piccolo animale, ragno o insetto, oppure una nuova pianta o un nuovo tipo di corallo.

 

Pulau Sumba

Hai sempre desiderato viaggiare indietro nel tempo e avere un assaggio di antica civiltà?

A Sumba, un’isola misteriosa e selvaggia situata nella parte orientale di Nusa Tenggara, a sud-ovest di Flores, è possibile scorgere villaggi tribali costruiti su colline e fortificati con muri di pietra. Se Skull Island del film King Kong fosse reale, Sumba potrebbe essere lo scenario giusto.

Ci sono ancora i cacciatori di teste e si trovano “alberi del teschio” a cui questi sono appesi.

Il paesaggio è una savana ondulata punteggiata da colline calcaree inesplorate. Le spiagge attirano surfisti da tutto il mondo.

Qui è molto difficile trovare qualcuno che parla inglese, quindi se vuoi addentrarti nella cultura locale ti conviene trovare una guida.

 

Flores

Flores si trova a est di Sumbawa e ad ovest dell’Arcipelago di Solor e l’Arcipelago di Alor.

L’attrazione turistica più famosa nell’isola di Flores sono i laghi del cratere sul monte Kelimutu, che solitamente si raggiungono da Ende. I colori di questi laghi cambiano regolarmente: turchese, verde, rosso e marrone. Si tratta di un fenomeno naturale causato dalle reazioni chimiche dei minerali nel lago innescati dall’attività del gas del vulcano. L’isola è turistica ma non in modo eccessivo e sta provando a convertirsi al turismo ecologico. Molto attiva è la vita di comunità, con festival e processioni. Splendide spiagge di ogni genere, da quelle bianche e orlate di vegetazione a quelle nere di origine vulcanica. L’aperitivo in spiaggia al tramonto è molto popolare.

 

Gili Trawangan

Raggiungibile facilmente dalla vicina Bali con una barca, Gili Trawangan è la più grande delle isole Gili. Si può comunque girare noleggiando una bicicletta ed è possibile visitarla in poche ore, per poi riprendere un’imbarcazione per il ritorno. Alcuni dei luoghi che troverai lungo il percorso includono un santuario per la salvaguardia delle tartarughe e vaste coltivazioni di palma da cocco. Durante il giorno puoi goderti belle spiagge bianche e mare cristallino, mentre di sera c’è una discreta vita notturna, con musica dal vivo, bar pieni di gente e persino serate con feste o eventi a tema.

 

Wakatobi Islands

Le Isole Wakatobi sono il nome collettivo di quattro isole che formano un mini-arcipelago nel sud di Sulawesi e si chiamano: Wangi-Wangi, Kaledupa, Tomia e Binongko.

Le isole si trovano anche all’interno del più ampio Parco Nazionale del Wakatobi, che è stato creato per preservare la diversità della vita marina. Qui la vita è a stretto contatto col mare: ci si rilassa, si godono le spiagge, si fa snorkeling e qualche scorpacciata di pesce. Grandi passeggiate, nuotate ed escursioni in barca. Per arrivare alle isole Wakatobi dovrai attraversare Bali, ma il percorso in sé è molto bello e vale la pena viaggiare un po’ per trovare un paradiso balneare incontaminato che molti visitatori non riescono a vedere.

 

Nusa Lembongan

L’isola di Nusa Lembongan è un’ottima scelta se non vuoi viaggiare troppo lontano dai sentieri battuti ma vuoi comunque stare lontano dalle zone turistiche.

Situata al largo della costa di Bali conserva ancora un’atmosfera serena e un ritmo rilassato, e se ti piacciono le immersioni è un ottimo posto. Per dormire si trovano sia bungalow economici, sia resort di lusso. Belle baie di sabbia chiara si alternano con rocce di origine vulcanica che creano anfratti come il Devil’s Tears, dove le onde si scontrano con forza contro la costa esplodendo in una nebbiolina di gocce che formano un arcobaleno. La gente del posto è dedita alla pesca e passeggiare, nuotare e godersi il tramonto, sono le attività preferite dai visitatori.

 

Nusa Penida

Nusa Penida si trova vicino a Bali ed è collegata alla vicina Nusa Lembongan tramite un ponte.

È un’isola tranquilla, lontana dalle principali rotte turistiche. Non c’è praticamente il wi-fi e nessuna vita notturna. Qui si viene per stare in pace. Ci sono alcune fattorie di alghe, lunghe spiagge sabbiose e belle opportunità di immersioni e snorkeling. Qualcosa di emozionante però si trova lo stesso: le tartarughe si avvicinano alla costa e alla gente con facilità. Molti locali infatti hanno l’abitudine di cibarle, chiamandole battendo le mani. Se trovi qualcuno che sembra applaudire al mare quindi, avvicinati lentamente: prima o poi vedrai sbucare la testa di una tartaruga a riva.

 

Ternate

Ternate e Tidore sono due piccole isole quasi identiche, ad ovest della grande isola di Halmahera,  ciascuna formata da un vulcano che emerge dal profondo Mar di Maluku. Il vulcano di Ternate si chiama Gamalama. Tutto il terreno dell’isola è scuro e vulcanico: i campi sono molto fertili e le spiagge di un nero luccicante. Dato il colore del fondale, le acque assumono una sfumatura di blu profondo. Oltre all’escursione sul vulcano e la visita ad alcuni villaggi, qui la vacanza è dedicata alla contemplazione della natura rigogliosa e al gustare la cucina locale, fatta prevalentemente di cibi freschi e semplici.

 

Ambon

Kota Ambon, la capitale dell’isola di Ambon è conosciuta anche come “la dolce” o “la bella” Ambon. Questo nome si riferisce sia alla bellezza particolare degli abitanti, sia alla bellezza dell’isola in sé, gioiello tropicale con una grande baia. Ambon è stata una delle prime isole a essere colonizzata da stranieri e ha una storia ricca di eventi e tradizioni. Le fattezze particolari dei suoi abitanti sono dovute ai numerosi incroci con europei e anche la cucina locale ha subito influenze un po’ da tutto il mondo.

Puoi girare l’isola con un “becak”, una sorta di risciò trainato da una bicicletta. Questo ti permetterà di contemplare con tutta calma persone e paesaggio.

 

Karimunjawa

L’arcipelago di Karimunjawa, situato nel Mare di Giava, a nord della capitale di Semarang, è un paradiso dei sub e dei viaggiatori sportivi che amano il trekking. Il Parco Nazionale Karimunjawa (da non confondere con quello delle isole Karimun di Bintan, Riau) è uno dei sette parchi nazionali in Indonesia. Le spiagge sono deserte e incontaminate e in mare c’è una barriera corallina intatta lunga  80 km che raggiunge la costa di Jepara. Ci sono due specie di corallo protette e alcuni animali e conchiglie rare. L’isola è talmente tranquilla e ricca vegetazione sia terrestre che marina da essere rifugio per molti animali tra cui falchi, tartarughe verdi, il parrocchetto dal petto rosso e altre specie di uccelli tropicali.

 

Pulau Maratua

Più che un’isola è un atollo, con una laguna spettacolare di forma quasi circolare collegata all’oceano da un tunnel sottomarino. Ci sono soltanto 4 villaggi di pescatori e pochi posti dove dormire e mangiare. C’è un centro diving, e in generale, volendo giocare ai Robinson sperduti in mezzo al mare, occorrerà inventarsi come comunicare con i pescatori che non parlano inglese, ma che ti possono portare a pesca con loro per una giornata fantastica o accompagnare a vedere posti unici. Non ci sono tanti luoghi così al mondo, quindi vale la pena di raggiungerlo e adattarsi un po’, in vista di avventure e foto indimenticabili.

 

Pulau Misool

Misool Island è una delle quattro isole più grandi dell’arcipelago di Raja Ampat nella provincia del Papua Occidentale. Le acque sono una vera e propria autostrada trafficata per molte grandi creature marine, tra cui le balene, e qui si ritrovano i sub da tutte le parti del mondo. Anche guardando gli abissi a bordo di una barca, i fondali di Misool sono spettacolari: i cosiddetti “giardini marini” dell’arcipelago Raja Ampat possiedono il 75% di tutte le specie conosciute di coralli e pesci ornamentali nel mondo e vantano il più alto livello di biodiversità marina del pianeta. L’isola è boscosa e ha poche spiagge, ma sono bianche, orlate da palme da cocco e lambite da acque straordinariamente turchesi. Grafiti vecchi di 5000 anni si trovato sulle pareti di molte grotte.

 

Mentawai Islands

Sebbene la distanza tra Mentawai e la terraferma non sia grande, questo rimane uno dei posti più isolati dell’Indonesia, che ha cominciato ad aprirsi all’esterno solo agli inizi del ventesimo secolo. Distante da parchi a tema e shopping centers, non si può definire un luogo turistico.

La gente locale ha uno forte relazione spirituale con la foresta e molte credenze legate alla creazione della natura. Non è facile girare da soli qui: occorre un permesso della polizia e capire un po’ di indonesiano. Il modo migliore è visitare l’isola con un tour organizzato. Le onde alte tutto l’anno ne fanno un posto molto ambito dai surfisti di tutto il mondo.

 

Pulau Belitung

Belitung, una volta meglio nota come Billiton, insieme alla sua isola gemella Bangka era una miniera di stagno. Con il rapido declino della domanda di mercato, la vita dei suoi abitanti divenne presto difficile. Ma con lo scenario dell’isola fatto di spiagge bianche e tropicali, palme ondeggianti e enormi formazioni rocciose lungo le sue coste, il suo caffè aromatico e la squisita cucina, Belitung è diventata una destinazione turistica in rapida espansione e attrae molti investitori, essendo stata destinata dal governo ad area di sviluppo per il turismo marino. Molte cose in fermento quindi, e una società che sta cambiando proprio in questi anni.

 

Pulau Lembeh

Palau Lembeh è una lunga striscia di terra larga solo 1,2 chilometri. Ci sono ben 88 località per fare immersioni tra i 15 e i 25 metri con una visibilità fenomenale. Non ci sono correnti e l’acqua rimane a una temperatura tra i 24 e i 30 gradi tutto l’anno. Dato il numero di animali marini rari, Lembeh è stata nominata ”la mecca della fotografia subaquea” e accoglie numerose troupe fotografiche professionali. C’è anche una riserva naturale dove vive il macaco nero. Lembeh organizza molti festival durante l’anno, tra cui una competizione fotografica, un festival culinario e una competizione di motocross. Benché sia un’isola piccola, ospita spesso viaggiatori dalla vita interessante.

 

Pulau Seram

Le montagne di Seram salgono oltre i 3000 metri e l’interno dell’isola è selvaggio, fittamente alberato e poco frequentato. Lì vivono ancora delle tribù primitive come i Nua-ulu o gli Alifuro, che sfoggiano bandane rosse e si dichiarano cacciatori di teste. Per addentrarsi nel loro territorio bisogna fare un trekking faticoso nel remoto Parco Nazionale di Manusela ed obbligatorio avere permessi ed essere accompagnati da una guida. Molto più accessibile è la bellissima baia di Teluk Sawai sulla costa settentrionale, dove ti attendono spiagge di sabbia bianca e grandi nuotate, oltre che ottimo cibo e buoni alloggi.

 

Isole Kai

Le isole Kei o Kai hanno le migliori spiagge dell’Indonesia. Si tratta di 250 isole non ancora sviluppate turisticamente e visitate da un piccolo numero di viaggiatori. Molte di queste sono disabitate, ma in alcune, come Dullah, Kei Kecil e Besar, si può alloggiare. Le spiagge di sabbia bianca di Kei Kecil sono lunghe, deserte e protette dalla giungla. Si può fare bird-watching, kite-surf, immersioni e snorkeling. Gli abitanti locali non sono ancora molto avvezzi al turismo e accolgono i visitatori con entusiasmo. Kei Kecil è collegata a Dullah da un ponte che unisce la città di Langgur (in parte cattolica) a Tual (prevalentemente musulmana). Kei Besar è invece molto boscosa con molte montagne. È anche la più grande isola di Kei e quella che ha conservato maggiormente aspetti tradizionali.

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